Per quanto riguarda l’ADI, alcuni disoccupati hanno ricevuto una importante comunicazione che li fa esultare: andiamo a vedere nel dettaglio di che cosa si tratta e che cosa sapere a riguardo.
Siamo al cospetto di una delle misure in senso assoluto più discusse degli ultimi anni. Entrato in vigore nel gennaio del 2024, l’Assegno di Inclusione ha, di fatto, preso il posto del Reddito di Cittadinanza, andandosi a rivolgere dunque ai nuclei familiari maggiormente in difficoltà in termini economici. In tal senso, si tratta di una misura di cui beneficiano davvero tante persone ma le polemiche a riguardo, esattamente come accadeva per il suo predecessore, non si placano neanche un poco. Inoltre è importante sottolineare come le novità da questo punto di vista sono praticamente all’ordine del giorno.
Ne arriva una, da questo punto di vista, davvero molto importante e significativa. E, stavolta, si tratta di una di quelle novità che fanno esultare le persone che si trovano ad essere direttamente coinvolte. Si rivolge, infatti, ad una fetta di disoccupati particolarmente numerosa e, di conseguenza, è un messaggio che tutti quanti devono conoscere. Proprio in ragione di quanto detto fino a questo momento, andiamo a vedere nel dettaglio di che cosa si tratta e che cosa è importante sapere a riguardo.
La novità in questione a proposito di ADI arriva da parte di INPS nel messaggio n. 592 del 17 febbraio 2025 e riguarda tutte quelle domande che erano state respinte nel 2024 poiché, in sede di domanda, non era stato indicato il componente con carico di cura. Ricordiamo, in tal senso, che tale incarico spetta ai maggiorenni che abbiano questo dovere nei confronti di minori di tre anni, con tre o più figli minori di età e persone componenti il nucleo familiare con disabilità o non autosufficienza.
Da questo momento, come si apprende in questa nota ufficiale, il carico di cura sarà inserito d’ufficio da parte di INPS ed in tal senso viene attribuito un valore di +0,40 all’interno della cosiddetta Scala di Equivalenza. Attenzione ad un aspetto, però, non di poco conto: spetterà, infatti, al componente a cui viene assegnato il parametro 1 della scala di equivalenza nel nucleo familiare percettore dell’Assegno di Inclusione.
La misura in questione è retroattiva. Questo vuol dire che chi sta già ricevendo l’ADI senza l’aggiunta del carico di cura, si vedranno riconoscere anche i relativi arretrati. Inoltre, le domande fin qui respinte verranno spostate sullo stato di “accolte“. Ci saranno, ovviamente, anche i pagamenti relativi alle mensilità arretrate, che arriveranno il 15 del mese. Chiaramente, poi, ci saranno tutti i controlli del caso da parte dei servizi sociali.
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